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Sabbioneta ebraica

Sinagoga

Una passeggiata nei luoghi abitati dagli ebrei con visita alla Sinagoga

La città di Sabbioneta può essere definita ideale anche per la volontà di integrazione messa in atto dal suo fondato­re, Vespasiano Gonzaga, che non volle né un ghetto né un quartiere ebraico per gli ebrei che si erano insediati in loco da più di un secolo (1436). Nel ‘500 la sinagoga verosimilmente si trovava nell’antica rocca, ma oggi non ne rimane traccia. La sinagoga attuale, edificata nel 1824, presenta un interno neoclassico e la struttura è frutto della volontà di una comunità ebraica ricca ed emanci­pata, che nel corso del XIX secolo ha annoverato illustri personaggi, quali il generale Giuseppe Ottolenghi ed il medico Pio Foà. L’ultima sepoltura nel locale cimitero ebraico reca la data del 1937 ed è quella dell’ingegnere Vittorio Forti. Da quell’anno il cimitero e la sinagoga fu­rono abbandonati e sono stati recuperati solo negli anni ’90 del secolo scorso, a cura della Pro Loco di Sabbioneta. La Sinagoga appartiene alla Comunità Ebraica di Manto­va ed è regolarmente aperta con gli stessi orari dei prin­cipali monumenti gonzagheschi sabbionetani, mentre il cimitero, che conserva ancora una cinquantina di lapidi, è aperto solo su richiesta o in occasione della Giornata Europea della Cultura Ebraica. Le famiglie più presenti a Sabbioneta sono state quelle dei Forti e dei Foà: i pri­mi, grandi proprietari terrieri, nel corso del ‘700 diedero forma al complesso abitativo di Palazzo Forti, nei pressi di Porta Imperiale. La famiglia Foà è invece passata alla storia per aver creato a Sabbioneta la celebre stamperia che, a metà ‘500, produsse volumi di grande pregio.

 

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